Imposta di bollo

A  seguito dell’emanazione  del  Decreto  Ministeriale  31 ottobre 2003, recante “Approvazione delle specifiche  tecniche  per  la  creazione  di  programmi  informatici  finalizzati  alla compilazione delle domande e delle denunzie da presentare al Registro Imprese”,  visto  l’All. A al decreto, si sottolinea che  la  dicitura  relativa  all’assolvimento  dell’imposta di bollo va apposta esclusivamente sulla distinta e non su ogni singolo file. La dicitura è la seguente:

Imposta di bollo assolta in modo virtuale tramite la Camera di Commercio delle Marche -  Autorizzazione Ufficio Agenzia Entrate prot. AGEDRMAR n. 27601 del 24.10.2018”.

Nel caso l’imposta sia assolta tramite dichiarazione  presentata dal  professionista  all’Agenzia  delle Entrate ai sensi dell’art. 2 DM 127/2002, va apposta la seguente dicitura:

Imposta di bollo assolta in modo virtuale tramite la Camera di Commercio di Fermo -  Autorizzazione Ufficio Agenzia Entrate prot. AGEDRMAR n. 27601 del 24.10.2018”.

Se invece il libero professionista (es. notaio) è stato personalmente autorizzato dall’Amministrazione finanziaria alla riscossione in forma virtuale dell’imposta e quindi intende provvedervi a tale titolo, dovrà indicare, in luogo dell’autorizzazione  camerale, gli estremi della propria autorizzazione, inserendo la seguente dicitura:

Imposta di bollo assolta in modo virtuale tramite l’autorizzazione n. …  del Ministero delle Finanze – Dip. Delle Entrate – Ufficio delle Entrate di ……………”.

Con decreto del  Ministro dell’Economia e delle Finanze in data 22/02/2007, pubblicato  in  Gazzetta Ufficiale n. 51 del 02/03/2007 sono state  modificate  le  tariffe relative all’imposta di bollo degli atti trasmessi per via telematica.  In  particolare  è stata prevista  una nuova  tariffa di  euro 156,00 per gli atti rogati, ricevuti o autenticati dai notai o da altri pubblici ufficiali da sottoporre a  registrazione mediante l’utilizzo di procedure telematiche. Tale importo  è altresì comprensivo dell’imposta dovuta sulle copie conformi di tali atti, incluse  la  copia dell’atto  e  la  domanda  da presentare  al Registro Imprese.

Con risoluzione n. 353/E del 05/12/2007 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che solo per il n. 1) dell’art. 1 comma 1-bis.1) – atti propri delle società e degli enti diversi dalle società non ricompresi nel comma 1-bis: importo Euro 156,00 - l’imposta di bollo è comprensiva anche dell’imposta dovuta per la  copia dell’atto e per la  domanda per il Registro Imprese. 

Invece, per gli atti di cui ai successivi n. 2) –  procure,  deleghe  e simili: importo Euro 30,00 -, 3) – atti di cessione di  quote sociali: importo Euro 15,00 - e 4) – tutti  gli altri atti: importo euro 45,00 - non è stata  prevista analoga disposizione normativa, pertanto la domanda per il Registro Imprese sconterà un’ulteriore imposta di bollo.

Per le pratiche dirette al Registro delle Imprese è previsto il pagamento della seguente imposta di bollo:

  • Euro 17,50 ditta individuale;
  • Euro 59,00 società di persone;
  • Euro 65,00 società di capitali.

I  nuovi  importi sono entrati in vigore il 17/03/2007 e la modalità prescritta  dal citato decreto è diventata obbligatoria dall’ 1/06/2007.

Pertanto, da tale data, i notai devono inviare le istanze inserendo nella distinta Fedra  o Fedra Plus gli  estremi dell’assolvimento del bollo (assolto all’origine) indicando “Imposta di bollo assolta ai sensi del decreto 22 febbraio 2007 mediante M.U.I”.

Si  puntualizza che non possono essere assolti mediante M.U.I. i bolli dovuti  per  le cessioni d’azienda.

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Ultima modifica: 02/12/2018 - 11:12

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